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Investiamo sulla Sanità lombarda: stanziati circa 65 milioni di euro per la Grande Milano

sanita2016Parte il piano straordinario di investimenti sulla Sanità di Regione Lombardia.
Nel Bilancio regionale, votato lo scorso luglio, avevo presentato diversi ordini del giorno sulla Sanità, tutti approvati! Oggi arrivano i primi risultati concreti.
Con piccoli investimenti mirati possiamo realizzare grandi progetti, che daranno ai cittadini più servizi e ai medici strumentazioni all'avanguardia.
Dopo la Riforma della Sanità sono strategici gli investimenti che valorizzano le specificità delle nuove ASST (aziende socio sanitarie territoriali) e permettono la loro crescita in un contesto sempre più di livello europeo.
Puntiamo a una Sanità sempre più efficiente, che sappia rispondere ai bisogni dei cittadini, oggi e in futuro.
Per questo abbiamo finanziato 215 interventi e 69 nuove apparecchiature tecnologiche per le ASST e IRCCS lombarde, per un totale di 188 milioni di euro.

FOCUS SULLA GRANDE MILANO

Con il Piano straordinario di investimenti, abbiamo stanziato più di 60 milioni di euro per le strutture della Città Metropolitana di Milano.
I fondi sono dedicati a edilizia sanitaria (ristrutturazione e adeguamento degli edifici), realizzazione e potenziamento delle strutture territoriali, miglioramento dei sistemi informativi e nuove apparecchiature tecnologiche.
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In più, abbiamo stanziato quasi 5 milioni di euro per progetti sanitari aziendali.

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Alcuni progetti nel dettaglio

PER I POLIAMBULATORI DI MILANO (ASST Nord Milano)
La rete dei 22 Poliambulatori di Milano costituisce una realtà unica in Italia per la sua vicinanza al territorio, sul genere degli ospedali senza letto “bedless hospital”, sempre più diffusi negli Stati Uniti.
I Poliambulatori danno assistenza a oltre 850mila persone all’anno, con oltre 2 milioni di prestazioni annue erogate. Circa l’80% dei malati cronici che vivono nella Grande Milano si rivolge ai Poliambulatori di Milano.
Grazie al mio ordine del giorno, si ristrutturerà il Poliambulatorio di via Rugabella e si acquisiranno nuovi strumenti tecnologici, per dare un servizio migliore ai cittadini e abbattere le liste d'attesa. RISULTATO OTTENUTO!

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PER L'ASST FATEBENEFRATELLI-SACCO
All'Ospedale per la mamma, il bambino e l'età evolutiva (che avevo fortemente voluto con la Riforma della Sanità) abbiamo dedicato un'attenzione particolare.

Sono stanziati più di 9 milioni di euro per ristrutturazioni, tecnologie e sistemi informativi: circa 7 milioni di euro per il Sacco, quasi un milione di euro per il Fatebenefratelli e 170mila euro per il Buzzi.
Non solo. Ci sono circa 600mila euro per i progetti aziendali.
Adesso manca l'ultimo miglio.... Il mio impegno continua per:
1. Nuova terapia intensiva neonatale nel presidio ospedaliero Macedonio Melloni.
Oggi, infatti, è situata nei locali della ex Provincia di Milano (costo di gestione circa 200.000 euro l'anno). Ristrutturando un piano dell'edificio di via Macedonio Melloni (sede principale) si integra la terapia intensiva neonatale con la neonatologia (più di 2.000 parti all'anno). Si migliorano così l'assistenza e la qualità delle cure, creando un contesto più “familiare”, con strumenti innovativi che ci avvicinano ai modelli del Nord Europa.

2. Nuovi ambulatori di cardiologia al Sacco, con nuove apparecchiature sanitarie e orari più estesi per le attività ambulatoriali.
Con la Riforma, l'Asst fatebenefratelli-Sacco è diventata la prima cardiologia della Lombardia, con 2.900 ricoveri all'anno.
Per questa ragione, oggi è ancora più necessario migliorare il Presidio Ospedaliero Luigi Sacco, per garantire prestazioni ambulatoriali ad almeno 3.000 pazienti in più all'anno, che oggi non trovano risposte.

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PER L'ASST MELEGNANO E DELLA MARTESANA
Abbiamo previsto nuovi investimenti, per un totale di oltre 5 milioni di euro, non solo per la manutenzione delle strutture sanitarie, ma per il loro miglioramento e ammodernamento.

I fondi sono suddivisi in: 1,2 milioni di euro per l'edilizia sanitaria, più di 3 milioni di euro per le strutture territoriali (UNA SANITÀ PIÙ VICINO AI CITTADINI) e circa 900mila euro per i sistemi informativi.

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